La storia si ripete. Circa cinque anni orsono venne sventato da parte dell’Amministrazione Comunale, in collaborazione con il Comitato di quartiere, il tentativo di soppressione della filiale Cona della Banca di Bari (ex Tercas). Venne contestato il Piano Industriale predisposto dall’istituto creditizio, il quale prevedeva diverse soppressioni in Provincia di Teramo, ad iniziare dalla sede posta alla Cona. Si ritenne allora, come deve sostenersi anche ora, che nei momenti di particolare disagio economico, l’istituzione creditizia debba avere non solo un valore privatistico ma anche sociale, in quanto deve essere utile alla collettività dei residenti nei quartieri. Si argomentò che la loro azione non può essere limitata all’attenzione prevalente verso il profitto e gli interessi degli azionisti, ma deve anche svilupparsi verso i bisogni delle fasce di popolazione più vulnerabili per aumentarne l’inclusività. Le banche negli anni hanno sempre interpretato in qualche modo anche un ruolo sociale, cruciale nel sostenere e sviluppare le comunità e l’economia in ogni fase storica. La citta di Teramo, pertanto, non può permettersi di perdere questi pilastri fondamentali per lo sviluppo economico, per il benessere sociale e per la sostenibilità. La comunità teramana e le sue istituzioni pubbliche debbono reagire nella difesa dei pochi presidi rimasti. Teramo ha bisogno di servizi creditizi a sostegno delle piccole economie e soprattutto per favorire la popolazione anziana nelle loro quotidiane azioni.
Domenico Bucciarelli

